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La nuda anarchia dell'anima

di Andrea Gruccia

Per Andrea, il piacere ha le forme di sua cugina Rebecca. Lei è forte, volitiva e sembra non farsi spaventare da nessuno. Entrambi trovano nell’altro l’incastro perfetto per colmare due solitudini differenti, una segnata dal bullismo, l’altra dall’analfabetismo emotivo. Nella cornice bucolica delle campagne piemontesi, all’ombra di vecchi alberi e segreti di famiglia, la passione dei due ragazzi scivolerà lenta nei meandri nell’anima, andando a scoprire vecchie ferite e nuovi sentimenti per un viaggio ai limiti della percezione, tra la realtà sempre più sottile e il sogno di un’emozione generatrice di vita. 

ISBN: 9788832101300

Pagine: 264

Prezzo: 15€

Andrea Gruccia 

Andrea Gruccia nasce a Torino. Non solo si dedica alla scrittura, ma è anche pittore e fotografo.

Partecipa a diversi eventi, tra cui “Io espongo”, arrivando finalista per diversi anni consecutivi.

Nel 2012 vince i concorsi di Para Photoshopperesti e Porndemia a Paratissima Torino.

Dal 2013 espone opere fotografiche e pittoriche nella sua città natale e nel resto d’Italia. Selezionato da Antonio Bux per la collana “Sotto-traccia”, pubblica la raccolta di prose poetiche e poesie prosaiche “Capelvenere” con Marco Saya Edizioni (2016) e, in seguito, il romanzo “Il tatto delle cose sporche” con Milena Edizioni (2016).

Ospite sul blog di Luigia Sorrentino, “avamposto” della poesia targato RAI, riscuote sempre maggior consenso tra il pubblico, anche grazie ai suoi seguitissimi canali social.

Perché consigliamo la lettura

La nuda anarchia dell’anima è un romanzo consigliato agli amanti del genere erotico. Affronta le tematiche dell’emozione e del sentimento, e come questi due elementi possano cambiare la vita di due persone malate, una di solitudine e l’altra di alessitimia, condizione di ridotta coscienza emotiva. Non solo, la narrazione fonde l’elemento fisico del corpo con quello surreale, l’autore gioca con l’ambientazione delle campagne torinesi per trasformarle in un mondo altro, parallelo al nostro, e dunque il libro si presta particolarmente a chi, amante della passione narrata, si dimostra interessato anche al tema della confusione tra sogno e realtà. 

Leggi anche gli altri titoli di Andrea Gruccia

Il tatto delle cose sporche 

Alla soglia dei suoi trentanove anni, ormai giunto alla rassegnazione, Simone Voillant si affida, per risolvere i suoi traumi interiori, al proprio talento di fotografo e all'amore di Giulia, la sua nuova "musa". Il passato torna così a bussare prepotentemente alla sua porta, facendo riemergere sensazioni e immagini, in cui presente ed esperienze già vissute si fondono in un'alternanza di euforia e angoscia.

In particolare, è il ricordo di Rebecca a tormentarlo, una giovane appassionata di fisica e geometria che lavora come mistress e riesce a sentirsi viva soltanto nei brevi attimi degli orgasmi, ricercati in ogni modo possibile.

Una storia intrisa di erotismo estremo e poesia visionaria, spunto di critica all'ipocrisia di certi ambienti artistici e al contempo una riflessione sulla funzione dell'arte.

L'amore a volte esagera 

L'amore, con il suo esagerare che dà il titolo al libro, è un campo privilegiato di ricerca o battaglia. Incontro e scontro tra uomini e donne, anime, sensazioni, immagini, passioni. Amore di corpo, di corpo a corpo, di corpi sacri e nudi, che si estende a tutte le cose: alle piante, agli scenari, alla luce e alle stesse parole - surreali, oniriche - ma alla fine amate teneramente come ciò che si tiene ogni giorno fra le mani. Tutto intorno, il grigio quotidiano, l'asfissiante normalità degli automi. Eppure ogni tanto appare un frutto rosso, ci sono gambe come fresche zucchine e yeti bellissimi nel garbuglio dei corpi, delle radici, delle sensazioni. Il sacro che strappa le cose alla morte. Trovarlo, non estrarlo. Andrea Gruccia ce lo mostra: il tempio è dappertutto.

Intervista all'autore Andrea Gruccia

Ciao Andrea! La nuda anarchia dell’anima è il tuo secondo romanzo con Milena Edizioni. Affronti temi complessi come il bullismo e la solitudine. Come mai hai deciso di indagare proprio queste due dimensioni? 

 

Sono due 'luoghi' dell'anima che ho sperimentato. Sono convinto che l'anima nella vita decida di provare certe esperienze. Non esistono esperienze negative o positive, ma tutte sono finalizzate a fare luce nelle nostre esistenze. Ho subito molte volte il bullismo. Alle elementari avevo una maestra  molto severa, di quelle che ti sbattevano il quaderno in testa, se avevi fatto un errore. Ma il vero bullismo iniziò alle superiori, fu un periodo molto difficile, dopo la morte di mio padre avevo cominciato ad avere crisi di panico, avevo scelto un indirizzo di studi tecnici molto lontani dalla mia indole. Avrei voluto iscrivermi all'accademia di belle arti. Per un certo periodo ho subito tutto con passività. Sentendomi solo, mi ritirai da scuola. Ma anche quelle esperienze mi hanno insegnato a capire  quanto una parola o un gesto possano diventare violenza o amore. E che la vera solitudine non è essere soli,  ma sentirsi soli, anche in compagnia o in mezzo alla folla. Oggi cerco di utilizzare la mia energia in modo più creativo. Facendo tesoro delle esperienze passate, ogni piccolo miglioramento è una grande vittoria. 

 

Andrea è il nome del protagonista, e non posso fare a meno di notare una certa omonimia. Coincidenza o residuo autobiografico?

Nel tatto delle cose sporche il protagonista si chiama Simone, che è il mio secondo nome. In questo nuovo romanzo, il giovane protagonista si chiama Andrea. Sono entrambi parte di me. Le vicende che ho descritto nei due romanzi sono in parte autobiografiche. 

 

Rebecca, invece, per i tuoi lettori non è una conoscenza nuova. Vuoi dire due parole su di lei anche a chi ti legge per la prima volta? 

Rebecca è l'irruenza della vita, che ti sorprende o ti delude o ti fa innamorare. Nel primo romanzo è semplicemte apparsa mentre scrivevo, è stato il fuoco della passione, della follia. Rebecca è la rappresentazione della mia anima, due parti che crescono e si fondono insieme per poi perdersi e ritrovarsi ancora. È un lavoro costante quello di non perdere la propria anima a costo di andare contro le regole, di essere anarchici. 

Cos’è per te l’erotismo? 

L'erotismo non proviene solo dai corpi. La natura si manifesta in modo erotico, i fiori sono erotici, gli odori dei campi, un'opera d'arte. Tutto quello che può eccitare l'intelligenza è erotico. La bellezza è erotica ma anche una cosa brutta può essere erotica, ognuno ha i suoi gusti e la bellezza è soggettiva. 

Il proibito è molto erotico, e qui si torna di nuovo all'anarchia. Molti dei romanzi più erotici che ho letto dicevano verità scomode o avevano la libertà della fantasia. Ecco, la fantasia è la cosa più erotica che esista.

 

Credi che la letteratura erotica sia sottovalutata? Cosa proporresti per promuovere questo genere letterario? 

 

È davvero ipocrita non parlare di un aspetto della vita così importante, l'erotismo fa parte della profondità e dell'immensità dell'inconscio e della psicologia umana. Certo, siamo sommersi di pornografia, ma proprio per questo bisognerebbe parlare più di erotismo. La pornografia, anche letteraria, sta evitando tutti i particolari 'sporchi' per esporre vicende nude, già viste e sentite migliaia di volte. Letteratura per la massa, proprio come certi programmi televisivi lobotomizzanti. 

Pochi hanno il coraggio di rischiare e descrivere i sentimenti in modo diverso. Ad esempio, uno dei miei scrittori preferiti è Antonio Moresco. Nella sua scrittura, l'erotismo accende le parole che diventano vive, le ambientazioni sovente sono irreali, sondano zone inesplorate dell'anima. Da un certo tipo di critica l'erotismo è visto come un punto basso della letteratura, io lo vedo come uno dei punti più alti e spirituali. Picchi che hanno raggiunto certi autori francesi come Bataille o come Nabokov con Lolita. La sensualità è anche nella disperazione. 

Penso che questo genere letterario incuriosisca molto. In chiave erotica si può parlare di tutto, si possono sondare anche mondi paralleli (come ho cercato di fare in questo romanzo), entrare nei sogni, fare l'amore sospesi nell'aria. Penso che le nuove generazioni siano molto più ricettive a questo genere di tematiche e che ci sia un desiderio di esprimere le proprie pulsioni, le proprie differenze. Siamo sicuramente in un periodo di oscurantismo, basti pensare che i social network censurano foto artistiche di nudo. L'anima è nuda e continuerà a fregarsene delle imposizioni, la buona letteratura è sempre qualcosa di salvifico, un viaggio interiore. Il lettore cerca empatia con ciò che legge e l'erotismo offre la possibilità di osservare il mondo dal buco della porta, di aprire la porta, di sentirsi parte di ciò che si sta leggendo.