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Romilda è una strega molto particolare; figlia di uno sciamano ivoriano e di una pescatrice ama giapponese, viene adottata, ancora piccina, da una coppia di Milano. Romilda è così intraprendente che riesce ad apprendere, nel tempo, tutte le arti dei suoi quattro genitori: sa nuotare, invocare gli spiriti delle acque, danzare e coltivare piante e fiori di ogni tipo. Nel suo piccolo e accogliente monolocale di Milano, le fanno compagnia una piccola balena rosa e un orto ricco di vegetazione incantata. Quando ha voglia di nuove avventure, viaggia per il mondo, seduta comodamente sulla sua poltrona di plastica gialla e porta, a tracolla, un calderone di ceramica rosa con il quale prepara intrugli e pozioni magiche... Età di lettura: da 4 anni.
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L'autrice: Ramona Parenzan

Autrice di libri per bambini e adulti su vari temi, da anni insegna italiano ai migranti. Raccontastorie e amante dell’acqua, dei sogni di carta e delle balene. Vive a Brescia con suo figlio Marco.

Per Milena Edizioni ha già pubblicato Fiabe e raccondi dal mondo, Mariama e la balena, Petali e VascaNumero4.

L'illustratrice: Mariachiara Tirinzoni

Nata nella bassa bergamasca, ha studiato filosofia tra Italia e Germania, poi art direction, illustrazione per l’infanzia, salsa e tango.
Ora lavora a Milano come creative director e illustratrice. Tra gli ultimi lavori, illustrazioni per l’antologia poetica “Di questo tempo” di M. Criniti e per il saggio “Legosofia. Apologia filosofica del Lego” di T. W. Bertolotti.

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Intervista all'illustratrice Mariachiara Tirinzoni

A cosa ti sei ispirata per disegnare il personaggio della fantastrega Romilda? Ramona ti ha dato piena libertà o direttive precise?

Romilda è nata contemporaneamente nelle nostre teste e nelle nostre conversazioni, non ricordo uno scambio che non sia stato reciproco. I capelli blu sono proprio frutto dell'incontro tra Ramona e me: ci siamo conosciute su un treno, io avevo i capelli tinti di blu in quel momento, e Ramona delle scarpe quasi dello stesso colore. Impossibile non inserirlo nel personaggio! 

In generale mi sono ispirata innanzitutto alle origini così "miste" descritte nel racconto: figlia di una giapponese e un ivoriano, ma trapiantata a Milano; ne doveva portare in qualche modo l'eredità nel taglio degli occhi e degli zigomi, ma ho voluto darle anche il classico "nasone" da strega. Allo stesso tempo la pelle è pallida come solo chi vive in città più averla: le nostre origini si mescolano sempre alle esperienze presenti e siamo figli dei posti in cui viviamo, della vita che ci creiamo, allo stesso modo in cui lo siamo delle persone che ci hanno generato e di quelle che ci hanno cresciuto. 

Il tuo rapporto con le streghe: ne hai disegnate già altre in passato? Cosa ti affascina di Romilda?

La strega è un personaggio che trovo estremamente intrigante, non solo per la componente magica ma soprattutto perché incarna in qualche modo una forza vitale che da un lato si accorda alla natura selvaggia e alle sue regole, dall'altro diventa simbolo di ribellione allo standard, alla rassegnazione, al femminile più addomesticato dalle consuetudini. Trovo che per maschi e femmine la strega possa essere un'immagine molto potente per confrontars con la libertà e con i suoi vari aspetti, non sempre chiari e facili. 

Romilda è proprio così: il suo dono non è tanto la possibilità di fare incantesimi come nella classica storia fantasy, ma la capacità di trovare la sua magia nel quotidiano, tra le piante che coltiva nel suo piccolo appartamento e soprattutto dall’incontro con tutti coloro che trova sulla propria strada. Romilda infatti non esita mai a raccogliere l’essenziale e partire, che sia un viaggio fisico o psicologico. So che può sembrare strano ma io stessa confrontandomi con il personaggio mentre lo creavo ne ho tratto insegnamenti e riflessioni davvero utili.

Invece il tuo rapporto con l’illustrazione per bambini? Qual è la differenza tra disegnare per bambini e adulti?

I bambini sono più svegli di quanto spesso si creda! Solitamente l'illustrazione per adulti è percepita come più legata al concetto, al messaggio, dove quella per bambini sembra più narrativa e descrittiva, maggiormente di supporto alla storia. In realtà trovo che ci sia una completa sovrapposizione dei due target di illustrazione nel momento in cui, certo con linguaggi e strumenti di sintesi diversi, l'illustrazione diventa interpretazione, approfondimento, quasi critica in senso filologico del testo, superando il ruolo di "decorazione" per diventare un manuale, di tanto in tanto perfino una guida, o anche un vero e proprio completamento al testo.

Se ti chiedessimo di illustrare un classico della letteratura, quale sceglieresti? 

È una domanda difficilissima! Probabilmente due dei miei primi amori di piccola lettrice, "Il corsaro nero" di Salgari o "20000 leghe sotto i mari" di Verne. In realtà non c'è fiaba che non vorrei illustrare, ma un sogno a cui spero di poter mettere presto mano è creare dei libri illustrati su tematiche filosofiche.

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Come nascono Romilda e la sua balena dalle mani di Mariachiara Tirinzoni

Intervista all'autrice Ramona Parenzan

Ciao, parlaci della strega Romilda. Chi è, come è nata?

Romilda è nata dal desiderio forte di tracciare nuovi sentieri per me e per le bambine e i bambini che leggeranno le sue avventure. Sentieri pieni di intercultura, piante, sirene, balene rosa e albi illustrati. Romilda è nata anche da un'amicizia iniziata per caso in un treno con una straordinaria illustratrice milanese, Mariachiara Tirinzoni, che per fortuna ha accettato di collaborare con me per dare volto, magia, colore e anche "filosofie" a Romilda e alla sua inseparabile balena rosa.

Adesso invece vogliamo sapere di più sulla strega RAMONA.

Io amo scrivere, amo tracciare sulla pagina bianca sogni di carta. E' una forma di terapia costante, forse anche una preghiera muta e catartica. Ancora di più, però, amo che questi miei sogni smettano di essere solitari per incontrare le mani sapienti di illustratrici e illustratori oppure i volti vivaci di bambini e bambine che sorridono e cantano con me in viarie lingue e dialetti del mondo, durante i laboratori di storytelling a scuola o in biblioteca.

I tuoi libri trattano quasi sempre il tema dell’intercultura. Chi vuoi raggiungere con i tuoi messaggi? Qual è il tuo pubblico di destinazione, o almeno quello che ti auguri?

L'intercultura oggi è di tutti, è per tutti. Ovunque intorno transitano, si incrociano e nello stesso tempo mutano insieme nuove lingue, nuovi saperi, cibi e visioni del mondo. Il problema vero è che non tutti ne siamo consapevoli. Molti, infatti, continuiamo a invocare "comunità pure" del tutto immaginate e inesistenti. Romilda è figlia di mondi diversi e per questo è magica, stravagante e piena di risorse creative. Il mio desiderio da anni è quello di portare attraverso la mia scrittura e le varie performance di storytelling la consapevolezza viva che il sincretismo culturale sia una risorsa potente, ma anche una  fonte preziosa di sapere e bellezza.