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Noi che ci stiamo perdendo

di Manola Aramini

La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda accade a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all'apparenza imperturbabile. Arthur Cortes ripercorrerà la sua vita ricordando la sua storia d'amore con l'amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l'infallibile intuito del Commissario Fermi. Dietro l'apparenza di una normale vita borghese di Tatiana, inizieranno ad affiorare delle ombre. Molte persone potevano avere un movente per ucciderla. Il Commissario Fermi si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana.

ISBN: 9788832101072

Pagine: 192

Prezzo: 13€

Manola Aramini

Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato, provincia di Asti, si è laureata in Scienze politiche a Torino e ha conseguito un master nella Dirigenza scolastica a Roma. Ha frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato “Gabbiani luminosi - Le donne fantasma di Mussolini” per conto di Milena Edizioni. Con tale romanzo nel 2015 si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura 

“La finestra eterea”. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

Intervista all'autrice

Ciao Manola, il tuo è un giallo un po’ anomalo: sembra che il tuo interesse sia più rivolto a indagare nella psiche dei personaggi che nel caso di omicidio. Cosa ci vuoi dire col tuo romanzo?

Il romanzo si concentra sui moventi passionali, che spesso caratterizzano gli omicidi anche nella vita reale. La passione a un certo punto perde la connotazione positiva che la vede legata all’amore e diventa la motivazione per uccidere. Il titolo “Noi che ci stiamo perdendo” infatti ha una moltiplicità di significati: non solo i personaggi principali non riescono più a comprendersi, a comunicare a livello profondo, ma a causa di un assassino la vita assumerà una dimensione precaria.

 

Tra l’abbandono e il ritrovarsi, tra l’altro in circostanze particolari come la scomparsa di una persona, cosa c’è? Sembra che i protagonisti si siano un po’ lasciati andare a una apatia di fondo. L’omicidio è il deus ex machina che li risveglia e chiede loro il conto della vita?

I personaggi vivono i sentimenti in modo superficiale, nascondendo anche a loro stessi la realtà. Cè una sorta di apatia che li rassicura, il cambiamento è concepito come un futuro incerto. Apparentemente la loro vita è perfetta, ma nei rapporti familiari si celano rancori e solitudini. Improvvisamente la scomparsa di Tatiana farà emergere tutti i segreti familiari. Obbligherà i personaggi a ripensare alla loro vita e agli errori commessi.


Chi sono i tuoi personaggi realmente? Arthur, Tatiana, Alma sembrano degli universi instabili che si incontrano con dei risultati imprevedibili. Solo il commissario Fermi rimane sempre un punto fermo rassicurante. Dove sta la posizione di equilibrio tra tutti loro?

Arthur è un personaggio maschile con molte sfaccettature, da una parte è un uomo realizzato e conteso da due donne, un uomo affascinante che desta ammirazione; dall’altra parte appare quasi buffo nel volersi ritenere un “Casanova”. Non è in grado di gestire i sentimenti ed è concentrato sulla propria carriera. Tutto procederà in modo perfetto fino a quando un evento tragico travolgerà la vita di Arthur e lo costringerà a riflettere sulla sua vita. Alma e Tatiana sono due rivali in amore, inizialmente nessuna delle due è a conoscenza dell’altra, ma a un certo punto dovranno affrontare la realtà. Arthur, Alma e Tatiana rappresentano la mancanza di equilibrio, sono le vite agitate, con sensi di colpa e passioni da nascondere.

Qual è la differenza tra il primo titolo pubblicato “Gabbiani luminosi” e questo tuo nuovo lavoro? Com’è cambiata la tua scrittura?

Gabbiani luminosi è un romanzo storico in cui emergono le passioni e i sentimenti di una famiglia, “Noi che ci stiamo perdendo” è un romanzo giallo. Due generi completamente diversi, sebbene anche in quest’ultimo le passioni e i sentimenti siano  poste al centro della narrazione, quindi direi che lo stile di scrittura non è mutato. Trovo che sia interessante sperimentare diversi generi, si tratta di trovare nuovi stimoli e nuove sfide.